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Aumentare il metabolismo con la dieta

Il metabolismo è un insieme di reazioni chimiche e fisiche che si realizzano all’interno di un organismo o in una sua parte.
Tali reazioni hanno lo scopo di elaborare l’energia racchiusa negli alimenti, per soddisfare le richieste energetiche e strutturali delle cellule.
Il metabolismo è fondamentalmente l’insieme di due processi, l’anabolismo e il catabolismo.
L’anabolismo è costituito da tutti quei processi che hanno bisogno di energia per l’accrescimento, il mantenimento e la riparazione delle strutture impiegate dall’organismo.
Il catabolismo, comprende invece l’insieme di processi in cui le sostanze vengono demolite per liberare energia.
Possiamo dividere i nutrimenti necessari al sostentamento dell’organismo, in tre categorie:
• Grassi
• Carboidrati
Questi tre elementi sono costituiti da particelle dette molecole, che a loro volta sono formate da particelle più piccole dette atomi e nei legami che tengono uniti gli atomi all’interno della molecola, si trova racchiusa l’energia.
I carboidrati complessi, formati di grandi molecole come ad esempio l’amido, non riescono a transitare dall’apparato digerente al sangue, ma hanno bisogno di essere demoliti e convertiti in molecole dalle dimensioni più piccole.
Tale processo avviene durante la digestione, dove i carboidrati vengono ridotti in molecole di glucosio, uno zucchero semplice e solubile.
Il glucosio passa quindi al sangue, viene trasportato nelle cellule ed è qui che attraverso la rottura dei legami chimici della molecola di glucosio, viene liberata energia. Perché avvenga la scissione di questa molecola è necessaria la presenza di ossigeno, anch’esso trasportato dal sangue alle cellule.
Il processo per produrre energia che utilizza l’ossigeno per rompere gli zuccheri è detto ossidazione.
L’ossidazione degli zuccheri è un processo complesso, il glucosio viene prima trasformato in acido citrico, per poi subire una serie di altre trasformazioni che nel loro insieme costituiscono il ciclo dell’acido citrico detto anche ciclo di Krebs.
Il ciclo di Krebs libera una determinata quantità di energia producendo al contempo anidride carbonica, acqua e idrogeno, successivamente l’idrogeno si combina con l’ossigeno dando luogo alla formazione di altra energia.
Al termine del processo il 60% circa dell’energia prodotta viene utilizzata, mentre l’anidride carbonica viene eliminata attraverso l’espirazione, in quanto un suo accumulo, determinerebbe un’alterazione dell’equilibrio chimico del sangue con effetti dannosi per l’organismo. Solitamente dopo i pasti la quantità di glucosio nel sangue aumenta, così una parte viene utilizzato dalle cellule per la produzione di energia, ma una porzione viene trasformata in glicogeno per essere accumulata nel fegato e nei muscoli, costituendo per l’organismo una piccola riserva.
Difatti quando il glucosio nel sangue diminuisce, il glicogeno viene trasformato nuovamente in glucosio e immesso in circolo al fine di riportare la glicemia a livelli normali.
Nel caso in cui durante la trasformazione di glucosio in energia, venga a mancare la necessaria quantità di ossigeno, si verifica la produzione di acido lattico, composto chimico tossico per la cellula, che determina nell’organismo la percezione di quella fastidiosa sensazione di affaticamento muscolare.
I carboidrati che derivano dagli alimenti, vengono impiegati dal nostro organismo in tre modi:
• per la produzione di energia
• per costituire la riserva di glicogeno a livello epatico e muscolare
• come riserva di grasso che l’organismo potrà utilizzare all’occorrenza.
È noto infatti che i carboidrati in eccesso vengono dall’organismo conservati sotto forma di riserva adiposa ossia sottoforma di grassi.
Le molecole di grasso introdotte con gli alimenti, durante il processo digestivo, vengono scisse in molecole di dimensioni minori quali acidi grassi e glicerolo, che transitano nel circolo sanguigno sotto forma di piccole gocce.
Acidi grassi e glicerina entrano anche loro nel grande ciclo di Krebs per essere trasformate in energia, ma se presenti in esubero, vengono accumulati nel tessuto adiposo come riserva energetica.
L’ultimo principio alimentare sono le proteine che nella digestione vengono ridotte a molecole di aminoacidi, molecole che hanno come funzione primaria quella di ripristinare i tessuti danneggiati o distrutti e quella di influire sull’accrescimento corporeo.
Solo in caso di reale necessità, vengono utilizzate dall’organismo a scopo energetico, ma per poter essere sfruttate a tale scopo, devono liberarsi dell’azoto che, se non eliminato, rischia di intossicare l’organismo.
L’azoto, una volta allontanato dalla molecola, viene condotto dal sangue nel fegato, dove subisce una trasformazione in urea, che viene a sua volta trasportata nei reni ed infine espulsa con l’urina.
Gli aminoacidi così privati della loro base azotata, possono partecipare al ciclo di Krebs e produrre energia, o essere tramutati in glicogeno.
Tutti i processi di trasformazione devono essere catalizzati da enzimi.
Gli enzimi sono sostanze chimiche di natura proteica con la capacità di influenzare ed accelerare tutti i processi metabolici che senza di essi sarebbero lentissimi o non si verificherebbero neanche.
Tutti gli enzimi possiedono una specificità ad una reazione o per un gruppo di reazioni rigorosamente simili, pertanto, perché l’organismo funzioni correttamente, si rende necessaria la presenza di migliaia di enzimi differenti.
La maggiore o minore funzionalità del metabolismo è un fattore assolutamente soggettivo, dipendente da moltissime variabili.
Pur seguendo la stessa dieta infatti, ed avendo uno stile di vita simile, una persona può avere la tendenza ad ingrassare di più rispetto ad un’altra. Ciò può dipendere da quello che si chiama metabolismo basale.
Il metabolismo basale non è altro che il minimo dispendio energetico, necessario a mantenere le funzioni vitali, più nello specifico quello necessario al lavoro degli organi interni, che in un individuo sano corrisponde circa al 60-70% del dispendio energetico totale.
I tipi metabolici sono due:
• veloce
• lento.
Un metabolismo veloce solitamente brucia molto bene gli zuccheri, ma male i grassi e le proteine, mentre un metabolismo lento, brucia male gli zuccheri, bene le proteine e molto bene i grassi.
Esistono persone molto fortunate che hanno un metabolismo neutro dove le due caratteristiche si trovano in equilibrio, ma nella maggior parte dei soggetti i due tipi metabolici coesistono, con la predominanza dell’uno sull’altro.
Chi ha un metabolismo lento, solitamente si affatica facilmente, soffre di intestino pigro, di ipotensione, è ipersensibile al freddo, presenta iposudorazione, pelle e capelli secchi, è tendente alla depressione.
I soggetti con metabolismo veloce invece sono caratterizzati da ansia, presentano regolarità intestinale, iperattività, ipersudorazione, ipertensione, sono ipersensibili al caldo, facilmente irritabili, pelle e capelli grassi.
Per calcolare il metabolismo basale, solitamente si utilizzano tecniche come la plicometria, la pesa idrostatica, e la bioimpendenziometria, tutte atte alla rilevazione della percentuale di massa grassa presente nell’organismo.
Una volta accertata la percentuale di massa grassa, sottraendo il peso di essa al peso totale del soggetto, si può risalire all’indice di massa magra, che corrisponde alla massa attiva dell’organismo, ossia quella che brucia.
Abbiamo trattato l’argomento ” metabolismo e dieta “.